Sviluppo · Sito su misura 2026

Le linee guida erano di qualcun altro

La casa madre aveva alzato l’asticella per tutta la rete. Il sito non era un desiderio: era una cosa da fare, e da fare con le regole di un altro.

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Cliente
Aston Martin Milano
Settore
Automotive, auto sportive di lusso
Anno
Durata
Impianto
WordPress · Formidable Forms
Servizi
Sviluppo sito
Chi ci ha lavorato
Filippo

Segnaposto: anno e durata da riempire. Da confermare anche che si possano citare il cliente e il fatto che il progetto nasca da uno standard di rete.

Il problema

Il progetto non è nato da un’idea del salone. È nato da uno standard: la casa madre aveva stabilito come dovevano essere i siti della rete, e ogni concessionaria si è trovata la stessa cosa da fare, nello stesso momento, con lo stesso manuale in mano. Un sito per salone, per giunta — Milano e Verona sono la stessa proprietà, ma restano due siti, perché così vuole la regola.

È una situazione che chiunque lavori sotto un marchio conosce — concessionarie, franchising, rivenditori autorizzati. Il rischio è sempre lo stesso: fare il minimo che soddisfa il controllo, ottenere un sito identico a quello di tutti gli altri, e ritrovarsi con un adempimento invece che con uno strumento.

Il manuale però parlava di una cosa sola: l’aspetto. Marchio, colori, caratteri, come si compone una pagina. Non diceva in che ordine mettere le informazioni, cosa dovesse venire prima, né una parola dei testi. Resta un salone che deve vendere macchine, riempire l’officina ed esistere per chi cerca a Milano: quella parte era tutta da decidere.

Il manuale diceva che aspetto dovesse avere. Non in che ordine dire le cose.

Cosa abbiamo fatto

  1. Le linee guida della casa madre erano di design: marchio, colori, caratteri, composizione. Non c’è stato niente da negoziare e niente da aggirare — un salone ufficiale che si prende delle libertà sul marchio crea un problema, non un’occasione.

    Invece di trattare il brand book come un vincolo da minimizzare.

  2. Quello che le linee guida non dicevano è cosa viene prima: che informazione incontri per prima chi arriva, quanto ci mette a poter chiedere qualcosa, dove sta l’officina rispetto alle macchine. Il configuratore e il mercato dell’usato restano dove stanno, sulle piattaforme del marchio: al sito del salone tocca farsi trovare e raccogliere la richiesta, e la struttura è ordinata su quello.

    Invece di ricalcare l’impaginazione del sito internazionale.

  3. Non erano forniti. Sono stati scritti su questo salone e su chi ci entra, invece di essere ereditati dal materiale globale del marchio o tradotti da un’altra lingua.

    Invece di riadattare i testi della casa madre.

  4. Chi scrive a una concessionaria lo fa per quattro motivi diversi: un’informazione, comprare o vendere una macchina, prenotare una prova, portare l’auto in officina. Sono quattro moduli distinti e chi scrive sceglie il suo. La richiesta arriva già smistata: chi la apre sa di cosa si tratta prima di leggerla.

    Invece di un solo modulo generico e poi qualcuno che smista a mano.

Questo lavoro nasce dal servizio Sviluppo

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