A progetto
Quando serve un deliverable preciso con una scadenza: un business plan, una valutazione, un budget.
Pianificazione, valutazioni e controllo di gestione per PMI italiane. Entra una persona, non arriva un documento.
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La maggior parte delle PMI italiane non ha un direttore finanziario.
Ha un commercialista che chiude il bilancio e un imprenditore che decide a intuito. Funziona finché l’azienda è piccola e le decisioni sono reversibili. Smette di funzionare quando bisogna presentare un piano a una banca, quando arriva un’offerta di acquisto, quando il fatturato cresce ma la cassa no.
Il Financial Analyst copre quello spazio. Non sostituisce il commercialista, lavora a monte: costruisce i modelli su cui si decide, mette in fila i numeri prima che diventino un problema, e sta al tavolo quando si tratta con banche, investitori o controparti.
Lavoriamo in due modalità
Quando serve un deliverable preciso con una scadenza: un business plan, una valutazione, un budget.
Quando serve una presenza stabile: un giorno o due al mese in cui qualcuno guarda i numeri, aggiorna le proiezioni e dice all’imprenditore cosa sta succedendo davvero.
Ipotesi di business tradotte in modelli Excel strutturati, con scenari e sensitività.
Piani industriali completi di analisi di mercato, proiezioni e narrativa strategica.
Quanto vale l’azienda, con DCF e multipli di mercato, per M&A o trattative.
Budget annuali e forecast aggiornati in corso d’anno su cassa, marginalità e crescita.
Processi mappati, colli di bottiglia individuati, indicatori messi a sistema.
Stato patrimoniale, conto economico e flussi letti per far emergere trend e rischi.
Una call e la lettura degli ultimi quattro bilanci. Serve a capire se il problema che ci viene portato è il problema vero. Spesso non lo è.
Raccogliamo bilanci, contabilità, dati gestionali e commerciali. Le ipotesi le definiamo insieme: sono la parte più delicata e non le decidiamo da soli.
Il modello viene costruito da zero, su misura del business. Niente template riadattati: un’azienda con magazzino e una che vende servizi non si modellano allo stesso modo.
Presentiamo i risultati e li mettiamo in discussione insieme. Il modello si aggiusta finché l’imprenditore lo riconosce come proprio: è lui che dovrà difenderlo davanti a una banca.
Il file resta all’azienda, funzionante e modificabile, con una spiegazione di come si aggiorna. Non consegniamo scatole nere.
Nella modalità continuativa il modello si aggiorna con i dati reali e diventa lo strumento di controllo dell’anno.
Il ponte di valore di una valutazione reale, in forma indicizzata (enterprise value = 100). Niente valori assoluti: la riservatezza fa parte del mestiere.
I tempi partono dalla consegna completa dei dati. Si allungano se i dati gestionali vanno ricostruiti: cosa che capita spesso, e che vi diciamo subito.
Gli ultimi quattro bilanci e l’ultima situazione contabile. Se ci sono dati gestionali, vendite per prodotto, margini per cliente, ordinato, meglio. Se non ci sono, la prima cosa che facciamo è metterli in piedi.
Sì. La soglia non è il fatturato, è la complessità delle decisioni. Un’azienda da 800.000 euro che sta per aprire un secondo stabilimento ha più bisogno di noi di una da 8 milioni in equilibrio.
Da tre a cinque settimane dalla consegna dei dati.
Sì. Firmiamo un accordo di riservatezza prima di ricevere qualunque documento, e nulla viene pubblicato o citato senza autorizzazione scritta.
No. Il commercialista chiude i conti e cura gli adempimenti. Noi lavoriamo a monte, sulle decisioni. Nella pratica ci parliamo spesso.
Una presenza fissa e concordata ogni mese: aggiornamento delle proiezioni, lettura degli scostamenti, e una persona reperibile quando c’è una decisione da prendere. Come un direttore finanziario, per la quota di tempo che serve davvero.
Sì. File nativo, formule visibili, documentato.
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Noi capiamo cosa serve per farlo.